giovedì, 30 aprile 2009



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domenica, 15 marzo 2009

Non tornerò a prima mai, non tornerò dov'ero già.

Il tredici marzo 2009, il Giudice Di Lauro del Tribunale di Monza ha respinto in prima istanza la nostra richiesta di reintegro in Wind. E quindi lo dico anche se è cosa nota: nel nostro paese, il lavoro dipendente è regolato da leggi che rendono legale il licenziamento di massa attraverso subdole azioni come "la cessione di ramo d'azienda".

Se non tornerò in Wind, forse mi farebbe bene tornare ogni tanto qua a raccontare le mie (dis)avventure.


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venerdì, 26 settembre 2008

Caos o cosmo? Caos.

Il servizio abbonamenti Hachette-Rusconi è impazzito: si dimentica di mandarmi il bollettino per rinnovare l’abbonamento ad Elle, lo sollecito via mail col risultato che da tre mesi la rivista (quasi) più pesante del mondo arriva puntuale e in duplice copia; ora so con certezza che certi brutti quarti d’ora sono la conseguenza delle maledizioni di qualche postino. Portando meco la suddetta rivista per due settimane sulla Casamaccioli Island senza nemmeno sfiorarla, son risucita ovviamente a metterci del mio e rendere la cosa ancora più inutile. La Casamaccioli Island è la Corsica, gran bella invenzione per vacanze settembrine e non solo.

Sospettavo delle lungaggini delle cause legali e invece, come un fulmine a ciel sereno, abbiamo vinto quella promulgata per recuperare la differenza retributiva post benservito Wind. Il bello è che non avrei mai pensato di avere un orgasmo solo grazie alla frase “in nome del popolo italiano condanno la Omnia a pagare, etc., etc.” (anche se mi rendo conto che non è una frase corta). Credo che se l’azienda di serie b per la quale lavoro farà ricorso, inizierò seriamente a credere in quelli che su riviste come Elle vengono definiti “orgasmi doppi o multipli”.

Dopo anni, mi sono finalmente decisa a cambiare la porta di casa. Già che c’ero ho fatto le cose in grande e l’ho presa bella resistente e ben pantografata (per blindarmi meglio, direbbe il lupo). Caos anche in questo frangente: Agostino iamm bell l’ha installata senza la diligenza del buon padre di famiglia e, non dico che potrebbe venire giù come un paravento in balia di una brezza primaverile, ma  il risultato non mi soddisfa minimamente. Al telefono Ago dice che per risistemare la porta come io vorrei bisognerebbe rifare “o preventivo”: ahimè, evidentemente millequattrocento euro in nero non han più prezzo né valore. Odio queste complicazioni, ma dopo aver visto (e sentito parlare) il giovane figlio tamarro di Ago, penso che sì, ognuno c’ha le sue disgrazie.

Pierugo, il gatto,  mangia i croccantini in assoluto più ipocalorici e costosi sul mercato ma sfiora l’obesità così come il suo ventre sfiora il pavimento; il senso di fame non si attenua e il felino mi si comporta un po’ da salame.

Giusto perché non amo fare attività fisica, mi sono iscritta ad un corso di nuoto alla Procida e l’istruttore risulta essere il mio dirimpettaio. Ci manca solo che tutti i condomini sappiano che sono una scarsa di “Acqua 3”.

Nel tentativo vano e disperato di scovare un posticino nel cosmo, torno da dove ero partita e scopro che Elle in ottobre incontra Paul Smith: molto bene, porterò l’intervista ad un mio responsabile che “oddio quanto amo Paul Smith quando m’arriva l’invito alle sue sfilate di Parigi”. Non è antipatico, è uno che in Wind si era saputo vendere piuttosto bene nonostante – o soprattutto - cammini come se avesse un bastone nel didietro.

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mercoledì, 30 aprile 2008


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mercoledì, 16 aprile 2008

Partire piano, ma partire.

Con poca voglia di fare si è come dei vecchi perennemente desiderosi di fare un sonnellino e le vite somigliano a linee piatte di cuori che non battono più.
Prevedibili perdite d’entusiasmo accompagnano i giorni, uno in fila all’altro. Una volta ci stai, una volta ti preoccupi un attimino.
Tutto parte da noi come individui, non stiamo lì a fantasticare per trovare scuse monotone ed inutili; se nasci pigro nasci anche uno po’ sfigato. Si esce dalla palude della pigrizia solo con azioni alternative, non certo andando al lavoro, sfogliando pagine e pagine di libri, guardando scadenti programmai alla TV, navigando in interdet. Dentro la palude solo false promesse e perdita di concentrazione.
Oggi però ho mantenuto una promessa fatta qualche giorno fa al seggio elettorale di Via Alcuino 4, un seggio dove han votato 170 vecchi borghesotti.
Divertente accorgersi solo al secondo giorno di servizio d’aver già scrutato con un ragazzo cinque anni fa, ma ancor più divertente è stato fare la conoscenza di una ragazza risultante poi essere collega di una vecchia amica quotiottina. E così, superando la mia solita immobilità, oggi sono andata all’Inps per salutare entrambe. Mi hanno stampato l’estratto conto dei contributi versati per la pensione dal quale risulta che ho lavorato solo 17 anni e 2 settimane. A me, di anni, ne sembrano passati almeno cinquanta, ma vabbè, lasciamo stare.
Il fatto è che chi si ferma è fottuto, che i vetri invisibili delle teche in cui viviamo vanno frantumati a furia di calci, che se si aspetta sempre non si migliora di una virgola.

postato da: Codex alle ore 13:47 | link | commenti (9)
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lunedì, 11 febbraio 2008

Demarcation line.

In qualche modo devo emanciparmi da questo sòrdido lunedì di lavoro e credo lo farò acquistando un paio di Converse tutte nere. L’acquisto come linea di demarcazione tra la noia del lavoro al call center e l’avvicendarsi di questo lunedì pomeriggio. Marco, Zoe, Raul, Nadia, Ylenia e Karen hanno avuto il loro vestitino di Carnevale. Sono tutti figli delle mie colleghe e io so tutto di loro, quasi fossero usciti dalla mia pancia, solo che a me i turni agevolati mica li danno. Potrei pure organizzare un autodafé per non essermi minimamente informata da cosa si sia vestita mia nipote, ma ho troppa paura di finire sulla pira e abbandono in fretta l'idea. Meglio un po’ di shopping cazzuto, l’inutile corso d’inglese e la cena al sushi bar di Via Venini. Domani, vittima dell’alta pressione, potrei vendere l’anima ad Harry Potter o, in alternativa, al mio iPod Touch.

postato da: Codex alle ore 13:58 | link | commenti (47)
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domenica, 27 gennaio 2008

La sintesi.

Essere forti significa far finta che tu* non esista.

*
fratelli, amici, nemici, fidanzati, colleghi, madri, padri e via dicendo.

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mercoledì, 19 dicembre 2007

Oggi.


Oggi avrei voluto essere in movimento nella fissità dei miei pensieri restando sul quattordici da un capolinea all’altro per almeno quattro/cinque giri. Sicuramente avrei pianto otto/dieci lacrime da regalare a qualcuno per Natale.


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venerdì, 23 novembre 2007

La legge è uguale per tutti.

Oggi è stato il giorno della prima udienza per il ricorso ex art. 414 c.p.c. che i dipendenti Wind hanno promosso contro Wind Telecomunicazioni Spa e Omnia Service Center Spa in riferimento alla cessione del call center dove lavoravo da otto anni.
La prima udienza della mia vita lascia nei miei pensieri enorme sconcerto e bruciante rabbia.
Secondo la difesa, costituita da classici avvocatini rampanti figli di papà, il ricorso non ha luogo d'essere perché non s'intravede interesse nell'agire. E già, perché un lavoratore che mantiene un contratto a tempo indeterminato con un'azienda il cui oggetto sociale è quello di fornire servizi di customer care in outsourcing, e quindi basato su labili e improbabili commesse bi/quinquennali, non si deve assolutamente preoccupare, deve anzi ringraziare il signore per avere ancora un contratto di lavoro subordinato e "continuativo". Ma non si vergognano a vedere stabilità dove c'è solo precarietà e insicurezza?

Sia chiaro una volta per tutte: la cessione di ramo è una pratica di licenziamento mascherato a cui le aziende ricorrono per non occuparsi più delle responsabilità e dei vincoli che li lega ai lavoratori dipendenti. Mentre le aziende con queste operazioni si avvantaggiano frammentando l'organizzazione produttiva e mantenendo il controllo del processo di produzione a costi minori, i lavoratori vengono indeboliti perché divisi e meglio controllati e ceduti con condizioni salariali, normative e di tutela inferiori.

Oggi mi è tornato il fervore dei primi mesi di protesta, desidero ardentemente vincere questa causa perché sono un'idealista e perché penso che la legge oltre ad essere uguale per tutti dovrebbe essere dalla parte di chi ha ragione. E noi, dopo otto onesti anni d'azienda, di ragione ne abbiamo da vendere.

E sono in partenza per Bormio: i genitori della montagna mi hanno invitata alla festa per le loro nozze d'oro. Consegnerò il mio regalo accompagnato da un bigliettino che riporta una frase di F. Schiller: il più bel tesoro della vita è avere amore da qualcuno e poterlo ricambiare.

Idealista. Definitivamente.

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sabato, 10 novembre 2007

Sms. Non scrivo più, per fortuna i miei amici sì

 

Jacopo: non si chiude occhio a Berlino. Stanno facendo lavori di manutenzione al muro di fronte a casa mia. Sono andato a letto alle cinque, ho la faccia che è un teatro.

Jacopo 1: sono stanco di affacciarmi e vedere questo muro di Berlino. Ci vuole un altro papa a sbatterlo giù. Sono decisamente a pezzi! Una costruzione di Lego.

Jacopo 2: sono davanti al muro, non vedo un raggio di sole a pagarlo.

Jacopo 3: come obbligavo la Cripta a vedere i film di Bo Derek. Com’era nera certi lunedì sera degli anni 80!

Jacopo 4: passa in 3, una fresca idea per le scettiche come te, che poi corrono all’esselunga e con cento euro mettono tre cose nel cestello giallo!

Coppola: la pazza è andata più fuori di quanto pensavamo eppure riesce sempre a mettercela in culo.

Coppola 1: tu devi far arrivare certa gente alla conclusione senza raggiri di poeti maledetti.

Morg: lo sai che sei esigente troppo, vero?

Morg 1: le foglie di tiglio-fogli su cui scricchiola novembre!

Sorella due: i coppola stanno svaligiando l’iper!

Notaio: addio, mia complice…

Al Bano (citato da coppola): quando non basta la forza della ragione allora interviene la ragione della forza.

Leonard Woolf: Virginia, al Mono alle 23.


postato da: Codex alle ore 14:09 | link | commenti (14)
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