Voilà
18 settembre
Milano, Londra, Nantes, Lèzardrieux: con forza staccare la spina dal muro per ritrovarla penzoloni tra moules frites e qualche bicchiere di calvados di troppo. E in tarda mattinata portarla a fare una passeggiata sulla spiaggia salmastra: bassa marea, gabbiani tanti. Lo iodio stanca, il silenzio buca i timpani e i boschi intorno pacificano il cuore. Tutto questo perché ho deciso di accompagnare un’amica ad un appuntamento al buio. Sì, in Bretagna, dietro l’angolo. L’uomo in questione è belloccio, gentile e ombroso allo stesso tempo, in perfetto stile “Denim, l’uomo che non deve chiedere mai”. Un genere d’uomo che fa impazzire la mia amica ma non certo la sottoscritta. Gestisce un bar sul porto, il Samana, ma ancora per pochi giorni perché ha deciso di cambiare business, qualcosa che ha a che fare con la distribuzione alimentare.
19 settembre
La mia amica fa la diva con l’uomo che non deve chiedere mai e io converso per ore con Jean Paul, un loquace signore in pensione. Comunicare in francese è per me piuttosto faticoso (non capisco come facciano a farmi tanti complimenti). Per lavoro Jean Paul ha girato tutto il mondo, ha idee praticamente su tutto. Viene stabilito che: la guerra in medio-oriente non è sobillata dal petrolio ma dall’oppio; l’occidente si è civilizzato grazie a Giulio Cesare; il generale De Gaulle aveva il phisic du role mentre Mitterand pensava solo alla cultura e alle belle donne; i cinesi e i giapponesi usano ideogrammi simili ma se si parlano non si capiscono per via del diverso modo di leggerli; Morgana è l’equivalente di Venere; in occidente c’è troppo egoismo; devo assolutamente provare l’ebrezza di un lungo viaggio in barca; in america si può respirare la libertà di pensiero.
Io faccio filosofia, la mia amica la ragazza immagine; che cosa sia meglio Iddio solo lo sa.
Però la solidarietà femminile unisce sempre: prendiamo Malox gel ogni due per tre per combattere la gastrite.
20 settembre
21 settembre
Le Mont Saint Michel fa sempre un grand’effetto:

22 settembre
Ho visto l’argento dell’oceano e l’ho sentito vibrare nella mia testolina; cioè, ho capito quanto può essere piacevole la vita. Stasera, dopo numerosi tentativi, ho apprezzato le ostriche bretoni.

23 settembre
Paimpol, front au port; je me sent dans une carte postale. Potrei dire semplicemente che io sono io e che sono fatti miei ma… bzzzzz… bzzzzz… bzzzzz… ci sono delle… bzzzzz… bzzzzz… bzzzzz… interferenze… Che cosa devo fare ancora? Quale sforzo? Quale maturità? E’ colpa dei padri e delle madri? Le cose più importanti sono quelle che non so.
Si avvicina l’inverno.
Il turno di lavoro inizia alle 13, stranamente sono in anticipo – ecco perchè piove -, decido di entrare in un paio di negozi, ma no, non vedo niente d’interessante. Attraverso una Piazza del Duomo densamente popolata di toni di grigio e del solito via vai. La facciata della cattedrale è in manutenzione e la pubblicità della Banca Intesa che copre le impalcature dice una cosa tipo “bisogna incentivare il valore storico ed artistico delle città”. E allora io penso che se hai il buon cuore di finanziare un restauro potresti anche evitare di pubblicizzare il tuo volgarissimo logo in technicolor e a caratteri cubitali; insomma, se fai le cose cerca di farle decentemente, rimpicciolisci quella scritta arcobaleno e datti un tono.
Sono così incarognita da questa cosa che salgo sul metrò che va nella direzione opposta alla mia, quindi non sono più tanto in anticipo e devo rifarmi una ventina di fermate di linea rossa. Domani c’è lo sciopero dei mezzi e sono a cena fuori. Sabato ancora un turno di lavoro. Io davvero non so quando riuscirò a preparare la valigia per la mia improvvisata vacanza bretone. Se si potesse affittare una bagage-sitter sarei un’ottima e affezionatissima cliente.
La tragédie umane.
Visto che se non ti aiuti il cielo rimane a guardare ho deciso di ripulire pensieri, parole, opere e omissioni. Per mio masochismo, mio masochismo, mio grandissimo masochismo. Prevedo una dissidenza malinconica e dolorosa.