Grazie Signore grazie!
E anche quest’anno s’è deciso di festeggiare il Thanksgiving Day, perchè qui ogni scusa è buona per non annoiarsi. La festa nasce intorno al 1620 per ringraziare la buona riuscita dei primi insediamenti dei Padri Pellegrini nel Nuovo Mondo. I Pellegrini, con l’aiuto dei nativi americani, impararono a coltivare il grano e ad allevare un animale che essi non avevano mai visto: il tacchino. Un anno dopo il loro non facile arrivo i Pellegrini poterono fare il primo raccolto e decisero di festeggiarlo ringraziando il Signore che aveva dato loro una terra generosa su cui vivere e lavorare.
Per gli Americani il giorno del ringraziamento è un’importante festa di famiglia, come per noi il Natale. A noi del significato profondo della festa non importa nulla, solo che da quando siamo stati a New York è scattata questa mania di preparare una cena pantagruelica a base di tacchino ripieno, un po’ di contorni, la torta di zucca e quella di cioccolato, frutta secca, varie ed eventuali.
La cosa tragica è che tutte le ricette prevedono una quantità vergognosa di panna, patate, farina, burro. Roba da cinquemila calorie a testa. L’unico diktat richiesto agli invitati è di venire vestiti in nero/bianco così da sembrare un po’ Hamish, un po’ Casa Nella Prateria, un po’ Quaccheri. Per quanto mi riguarda è da stamattina che mi sento parte integrante dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters: sono morta di sonno per cucinare la pumpkin pie.
Palcoscenico.
Da tempo ho capito che non sono stata cresciuta per potermi godere una beata e fittizia felicità. Quello che non riesco proprio a comprendere è il cinismo dell’animo umano. O forse l’egoismo. O forse, per accettare questa terrificante solitudine, dovrei solo trovare il coraggio di ammettere d’essere la più cinica e la più egoista tra gli uomini. Immaginavo un grande futuro, poi ho smesso. Ora passo il tempo a trovare delle giustificazioni. Ma vivere a mezz’aria, giocando con la forza di gravità, è come lanciare una sfida alla propria intelligenza. Stasera vado a teatro a vedere "Le cinque rose di Jennifer" di Annibale Ruccello, regia di Arturo Cirillo. Visto che ultimamente mi reputo un po’ insensibile spero vivamente di vedere sul palco qualcuno che si commuova per me.

Lo sguardo ad est di Giovanni Lindo Ferretti.
Reduce dalla presentazione del suo primo romanzo autobiografico intitolato “Reduce” (Mondadori, ottobre 2006, € 13,00), mi ricordo che per capire dov’è l’est, mi guardo sempre una mano: la destra. Poi il pensiero torna ossessivo ad analizzare il percorso esistenziale del tanto da me ammirato Giovanni Lindo Ferretti, voce dei Cccp, Csi, Pgr. Da comunista a neoconservatore, da punkettone a cultore della musica sacra, da bestemmiatore a fervente cristiano, da simpatizzante dell’Islam a profondo estimatore dello Stato d’Israele, da ribelle contestatore a tranquillo custode di una madre vecchia e malata e di quattro cavalli. Una realtà di personaggio pubblico, già limitata da un’attività musicale di nicchia, ridimensionata ad una vita molto privata, forse anche un po’ solitaria. Un percorso che somiglia più ad una fuga all’inverso, ad un ritorno alle origini.
In nome di non so che (coerenza?) resto disorientata di fronte alle persone che saltano la barricata cambiando così radicalmente la rotta, anche se, col solito cipiglio strafottente e goliardico, conosco il coraggio necessario per difendere le proprie contraddizioni.
Più che leggere, Ferretti salmodia un paio di capitoli del suo primo romanzo e, al solito, calamita molti e annoia qualcuno. Io, sempre vittima inquietata dal suo modo di guardare, parlare, muoversi, trovo il coraggio di fargli una domanda e lo prego di rispondermi per iscritto sulla seconda pagina del libro che già mio, stringo tra le mani sudate. Gli chiedo semplicemente se per lui è più bello partire o tornare; scrive e parla contemporaneamente. Ha scritto: “buona fortuna nel tempo di partire e buona fortuna nel tempo del tornare” e mi ha detto che la partire e tornare in fondo sono un po’ la stessa cosa. Nell’offrire la sincerità del suo percorso Ferretti se ne frega di ogni critica e di ogni provocazione anche a costo di sembrare opportunista, contraddittorio, altezzoso ed eccessivamente egocentrico. Soprattutto per questo atteggiamento umano aldilà di ogni sospetto lo ammiro sempre molto.
“Fatevi avanti, monache e monaci, famiglie in carne e sangue d’amore. Santi, poeti, eroi, navigatori astrali. La nuova età di mezzo è già in atto. Tocca a voi l’onere e l’onore di traghettarla al poi”.
(Reduce, Giovanni Lindo Ferretti)
Le Winx siamo noi.
Matilde, la mia graziosa nipotina di quattro anni, è una fan sfegata delle Winx, cinque giovani fatine, tutte carine, alla moda ma soprattutto magiche. Le possiede tutte cinque in formato barbie e quattro in miniatura ( le trova dentro gli ovetti Kinder). Ieri, con le mie due sorelle, mia mamma e la piccola eravamo in visita dalla nonna. La piccola non ci ha messo né uno né due a capire che in cinque si poteva giusto giusto fare un bel gioco di ruolo. I bambini a quell’età hanno una capacità manageriale, organizzativa e decisionale da far impallidire qualsiasi amministratore delegato. A turno abbiamo dovuto rivestire i ruoli di Stella, Tecna, Flora, Bloom e Musa. Dato che non ero disposta a repentini cambi di personalità ad un certo punto ho chiarito che sarei stata Stella punto e basta. Stella è la la fata del sole e della luna, ha diciassette anni, viene dal pianeta Solaria, le piace seguire la moda ed essere in perfetta forma. E’ ottimista e vivace anche se spendacciona e poco diligente a scuola. Segni particolari: biondissima, la più sexy delle cinque amiche. Prepara pozioni che spesso si rivelano semplici ma efficacissime maschere di bellezza.
Aldilà del gioco devastante osservavo la matrilinearità della mia famiglia, praticamente siamo tutte donne. Mi viene sempre in mente un bel pezzo ritmanto dei C.s.i. che s’intitola proprio “matrilineare” e che riusciva a far scattare un po’ di pogo ai concerti:
“tutte le tonalità del vivido
pallori nuovi tendenti al fluorescente
matrilineare
nel ciclo lunare
sul ritmo animale, battente
battente pulsare
sul ritmo animale
nel ciclo lunare
matrilineare – matrilineare
dote primordiale
distanza siderale, potere
potenza nucleare
distanza siderale
dote primordiale
matrilineare – matrilineare”.
Mondo di donne, fatto di donne. E di Winx.
Avevo un forno.
Mi vergogno persino a raccontarlo. Un po’ perché l’autorefenzialità finisce con l’annoiarmi, un po’ perché le mie disavventure domestiche iniziano a sembrare alquanto improbabili. Tant’è che ieri sera ho acceso il forno per riscaldare una pizza surgelata ed è scattato il salvavita dell’impianto elettrico. Col cuore in gola, era pur sempre la notte dei morti viventi, sono scesa nelle segrete del condominio per dare un’occhiata al contatore principale che, maledetto lui, funzionava regolarmente facendo crescere in me un’irrefrenabile voglia di improperi e bestemmie. Chiamando a raccolta le già esauste facoltà di ragionamento di fine giornata e le amorevoli vicine di casa, la sentenza è stata inequivocabile: forno colpevole.
Ammetto: era tra le cose che mi ero ripromessa di sostituire poiché, avendo tutti gli elettrodomestici silver, il forno marrone creava una diversità che sconvolgeva il mio concetto di continuità (?), di ordine (?) e di colore (?).
Da un punto di vista temporale in meno di un mese ho perso il forno e il pc. Ovviamente ora devo concentrare tutte le mie energie nell’elaborazione globale del lutto: a supporto tutte le puntate della prima serie delle casalinghe disperate - non credo esista terapia più consona -. Agli auspicabili miglioramenti seguiranno studi approfonditi dei cataloghi Candy.
Del pc se ne sta già occupando un caro amico che mi ha affibbiato l’ennesimo soprannome: poltergeist, parola che deriva dalla lingua tedesca e che tradotta significa “spirito chiassoso”. Aggiungo solo che la parapsicologia reputa il poltergeist come una manifestazione di eventi riconducibili alla presenza di una persona la quale sta vivendo un momento estremamente particolare della sua vita e che sfoga l'eccessivo accumulo di energia psichica riversando questa energia nell'ambiente in cui si trova.
Buon ognissanti a tutti. Soprattutto alla Santa Codex!