sabato, 10 marzo 2007

Una brutta paranoia.

C’è all’orizzonte una brutta paranoia quando intorno s’inizia a vedere tutti mediocri e difettosi. Ciò nonostante quando mi capita non manco mai di domandarmi se quella veramente sfigata non sia io. Scatta allora un indefinito desiderio d’isolamento atto a ritrovare quella positività perduta a mio avviso indispensabile per evitare pericolose intransigenze. Non accetto che il mio senso critico somigli ad una bomba atomica capace solo di fare terra bruciata attorno e che la mia voglia d’approfondimento rappresenti un ostacolo alle mie personali realizzazioni. In questo stato di cose divento molto autoritaria coi miei pensieri, fioccano continui esami di coscienza  che se dovessero essere rappresentati con una scena sarebbero tanti coltelli conficcati nella pancia. Perdere sangue è come perdere autostima, pensare di ripartire da lì è deprimente oltre che angosciante. Dal punto insicurezza partono linee che inevitabilmente portano alla conclusione che: mediocrità = me.
Ho la sensazione di fare passi indietro, mai avanti. Che sia iniziata la fuga all’inverso? Ricordo a malapena il momento in cui ho deciso di fare dietrofront, com’è che ogni due per tre mi ritrovo al punto del via?

Fanculo, me ne vado al presidio del Mondowind, almeno mi do una mossa e vedo gente.


postato da: Codex alle ore 13:41 | link | commenti (17)
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