venerdì, 23 novembre 2007

La legge è uguale per tutti.

Oggi è stato il giorno della prima udienza per il ricorso ex art. 414 c.p.c. che i dipendenti Wind hanno promosso contro Wind Telecomunicazioni Spa e Omnia Service Center Spa in riferimento alla cessione del call center dove lavoravo da otto anni.
La prima udienza della mia vita lascia nei miei pensieri enorme sconcerto e bruciante rabbia.
Secondo la difesa, costituita da classici avvocatini rampanti figli di papà, il ricorso non ha luogo d'essere perché non s'intravede interesse nell'agire. E già, perché un lavoratore che mantiene un contratto a tempo indeterminato con un'azienda il cui oggetto sociale è quello di fornire servizi di customer care in outsourcing, e quindi basato su labili e improbabili commesse bi/quinquennali, non si deve assolutamente preoccupare, deve anzi ringraziare il signore per avere ancora un contratto di lavoro subordinato e "continuativo". Ma non si vergognano a vedere stabilità dove c'è solo precarietà e insicurezza?

Sia chiaro una volta per tutte: la cessione di ramo è una pratica di licenziamento mascherato a cui le aziende ricorrono per non occuparsi più delle responsabilità e dei vincoli che li lega ai lavoratori dipendenti. Mentre le aziende con queste operazioni si avvantaggiano frammentando l'organizzazione produttiva e mantenendo il controllo del processo di produzione a costi minori, i lavoratori vengono indeboliti perché divisi e meglio controllati e ceduti con condizioni salariali, normative e di tutela inferiori.

Oggi mi è tornato il fervore dei primi mesi di protesta, desidero ardentemente vincere questa causa perché sono un'idealista e perché penso che la legge oltre ad essere uguale per tutti dovrebbe essere dalla parte di chi ha ragione. E noi, dopo otto onesti anni d'azienda, di ragione ne abbiamo da vendere.

E sono in partenza per Bormio: i genitori della montagna mi hanno invitata alla festa per le loro nozze d'oro. Consegnerò il mio regalo accompagnato da un bigliettino che riporta una frase di F. Schiller: il più bel tesoro della vita è avere amore da qualcuno e poterlo ricambiare.

Idealista. Definitivamente.

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sabato, 10 novembre 2007

Sms. Non scrivo più, per fortuna i miei amici sì

 

Jacopo: non si chiude occhio a Berlino. Stanno facendo lavori di manutenzione al muro di fronte a casa mia. Sono andato a letto alle cinque, ho la faccia che è un teatro.

Jacopo 1: sono stanco di affacciarmi e vedere questo muro di Berlino. Ci vuole un altro papa a sbatterlo giù. Sono decisamente a pezzi! Una costruzione di Lego.

Jacopo 2: sono davanti al muro, non vedo un raggio di sole a pagarlo.

Jacopo 3: come obbligavo la Cripta a vedere i film di Bo Derek. Com’era nera certi lunedì sera degli anni 80!

Jacopo 4: passa in 3, una fresca idea per le scettiche come te, che poi corrono all’esselunga e con cento euro mettono tre cose nel cestello giallo!

Coppola: la pazza è andata più fuori di quanto pensavamo eppure riesce sempre a mettercela in culo.

Coppola 1: tu devi far arrivare certa gente alla conclusione senza raggiri di poeti maledetti.

Morg: lo sai che sei esigente troppo, vero?

Morg 1: le foglie di tiglio-fogli su cui scricchiola novembre!

Sorella due: i coppola stanno svaligiando l’iper!

Notaio: addio, mia complice…

Al Bano (citato da coppola): quando non basta la forza della ragione allora interviene la ragione della forza.

Leonard Woolf: Virginia, al Mono alle 23.


postato da: Codex alle ore 14:09 | link | commenti (14)
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